PROSEGUE LA RUBRICA DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA SVILUPPATA DA CONFARTIGIANATO, CON LA DECIMA TAPPA AD OVADA E LA VISITA ALLA LOGGIA DI SAN SEBASTIANO
La Loggia di San Sebastiano é un’antica chiesa sconsacrata, oggi adibita a sede espositiva per mostre temporanee e luogo in cui si svolgono molteplici e singolari eventi culturali.
La chiesa, probabilmente edificata nel XII secolo, per molto tempo è stata la parrocchiale di Ovada intitolata a Santa Maria. La chiesa era anche luogo per le manifestazioni della vita civile della città: al suo interno si tenevano i consigli ed i parlamenti di Ovada ed i giuramenti di fedeltà a Genova. Questo ruolo è confermato anche dalla presenza dalle misure di raffronto (la giusta misura di Ovada) che sono scolpite nella pietra, in corrispondenza degli spigoli e al centro, sull’esterno della parete laterale sinistra.
La chiesa, documentata a partire dal XIII secolo, risale probabilmente a quello precedente. Di impianto romanico semplice, a navata unica e copertura a capanna, subì nel XIV secolo un ampliamento con l’aggiunta di due navate laterali e la costruzione di un campanile.
Nell'ultimo decennio del XVIII secolo, avvicinandosi la consacrazione della nuova Parrocchiale e versando in condizioni precarie, l'edificio ormai sconsacrato, venne venduto e successivamente smembrato. Il campanile di proprietà comunale venne utilizzato come prigione; la navata centrale e quella sinistra divennero l’Oratorio di San Sebastiano, sede dell’omonima Confraternita (detta dei Bianchi, oggi non più esistente); la Confraternita di San Giovanni (detta dei Rossi) acquistò la navata destra per poter avere un ingresso indipendente al proprio oratorio, al quale si accedeva dall’interno della chiesa stessa.
La chiesa era ricca di lapidi e sepolcreti che vennero rimossi agli inizi dell’Ottocento, quanto fu soppressa la Confraternita di San Sebastiano e l’edificio trasformato in Loggia coperta per il Mercato (da qui il suo nome odierno), sostituendo quella più antica posta in Piazza Mazzini.
All’interno l’edificio conserva alcune tracce di affreschi risalenti probabilmente al XIV secolo, sia nella parete della navata minore di sinistra sia nei pilastri di fondo di quella maggiore e nella cella campanaria. Di fattura più antica sono i frammenti alla base del campanile, i cui muri facevano parte di una cappella preesistente ai vari rimaneggiamenti.
Gli affreschi, lungo la navata minore di sinistra, eseguiti dopo l’ampliamento della chiesa, rappresentano svariate figure di Santi inseriti per la maggior parte in nicchie trilobate con il fondo decorato. Da sinistra verso destra: Beatus Vicecius (San Vincenzo), un frammento di Santo e Madonna con Bambino (deturpati per l’apertura di una porta laterale), Santa Lucia, Cristo di Passione, San Giacomo Minore e la Maddalena, San Giorgio che uccide il drago tenuto dalla principessa con una corda, Madonna con Bambino, San Martino lacunoso nella parte sinistra e in basso. Molto probabilmente appartenente alla stessa serie anche la frammentaria decollazione di San Giovanni Battista. L’analisi stilistica di queste figure indurrebbe a ritenerle opere del XIV secolo, anche se la loro posizione lungo la parete costruita nell’ampliamento del XIV secolo suggerisce una datazione verso la prima metà del XV secolo.
Ad altra mano appartengono invece le figure di Sant’Antonio Abate, di Sant’Ambrogio, dipinti sui pilastri di fondo e di San Pietro Martire con orante ai piedi, posto nell’arcone in fondo alla parete destra.
L'azienda testimonal del monumento, a cui richiedere il folder cartaceo con le indicazioni per raggiungerlo, é l'azienda agricola Cascina dell'Isidora, situata ad Ovada in Strada San Bernardo, www.cascinaisidora.it
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