PROSEGUE LA RUBRICA DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA SVILUPPATA DA CONFARTIGIANATO, CON LA SEDICESIMA TAPPA AD OVADA E LA VISITA ALLA CASA NATALE DI SAN PAOLO DELLA CROCE
L’antica piccola Casa dove nacque Paolo della Croce (Paolo Francesco Danei), è ubicata ad Ovada al numero civico 11 della via che oggi porta il suo nome e si affaccia sulla piazza San Domenico. La Casa non è più proprietà di cittadini privati ma Cappella votiva, dove gli Ovadesi e quanti devoti si recheranno ad Ovada, potranno recarsi per onorare ed invocare il Santo del Crocifisso, il Compatrono della Diocesi.
L’edificio, costruito nel XVII secolo, fu dichiarato monumento nazionale dal 1918 ed espropriato nel 1926 per la costituzione ufficiale di un «Museo storico – religioso» affidato ai Padri Passionisti del Santuario Nostra Signora delle Rocche di Molare.
Prima della cerimonia di benedizione del nuovo edificio consacrato, il Vice Podestà parlò al popolo dalla finestra della Cappella. Egli porse il suo saluto deferente a S.E. Mons. Vescovo, ai Superiori della Congregazione Passionista e a tutti i presenti. Ringraziò pubblicamente il Capo del Governo e quanti con lui in Ovada e fuori di Ovada, contribuirono all’attuazione di quella Casa-Cappella; fece voti che il nuovo Santuario diventasse la meta continua di devoti pellegrinaggi e terminò invitando gli Ovadesi ad ispirarsi alla virtù del loro Santo concittadino. Il suo discorso fu coronato dai più entusiastici applausi.
La Casa di San Paolo della Croce è oggi aperta al pubblico e conserva ancora molte strutture originarie: sulla facciata un affresco raffigurante la Madonna del Carmine e le anime del Purgatorio, lo stemma della famiglia Danei e, in una nicchia, la statua del santo. All'interno sono conservati testi sacri del secolo XVII e alcune delle sue reliquie.
La Casa si sviluppa su tre piani più la soffitta e conserva ancora molte originarie strutture. Una delle stanze al secondo piano, adibito a museo, negli anni ’20 fu trasformata nella Cappella e vi venne costruito un piccolo, elegante altare.
Sulla facciata in alto, spicca un affresco recentemente restaurato, che rappresenta la Madonna del Carmine e le anime del purgatorio; più in basso lo stemma della famiglia Danei e sotto una nicchia con una piccola statua del santo in cartapesta, risalente ai primi del Novecento.
Ancora sotto, una lapide in marmo ricorda: «In questa casa ebbe i natali e trascorse la sua giovinezza S. Paolo della Croce».
Al terzo piano si trova la Cappella che corrisponde alla stanza in cui nacque Paolo Francesco Daneo, il Santo. Sempre al terzo piano si aprono le due sale del Museo dove è conservata la maschera sacra del Santo, alcune delle sue reliquie, testi sacri del secolo XVII, i due cuori di panno che portavano sul petto San Paolo e il fratello Giovanni Battista, la fonte battesimale dove il Santo venne battezzato e il seggiolone dove egli riposava negli ultimi anni di vita.
Sulla semplice facciata dell’edificio, nella parte alta spicca un affresco rappresentante “La Madonna del Carmine e le anime del Purgatorio” e subito sotto lo stemma della famiglia Daneo sotto il quale, in una nicchia, è conservata una statua del Santo in cartapesta realizza agli inizi del '900.
Paolo della Croce, al secolo Paolo Francesco Daneo, nacque ad Ovada il 3 gennaio 1694. Compiuti gli studi presso un sacerdote di Cremolino, si trasferì con la famiglia a Castellazzo Bormida dove tornò da eremita dopo aver combattuto come volontario nell’esercito veneziano contro gli Ottomani.
Nel 1720 redisse la Regola di una nuova Congregazione, quella dei Chierici Scalzi della SS. Croce e Passione di N.S. Gesù Cristo, con il voto di promuovere nei fedeli la devozione alla Passione e con il fine particolare di curare la salute spirituale del prossimo. Iniziò il Suo apostolato nel 1721 con il fratello, il Venerabile Giovanni Battista (1695 – 1765) in Toscana e nel Lazio. Ordinato sacerdote da Benedetto XIII nel 1727, si ritirò nell’Argentario dove, 10 anni più tardi, fondò la prima comunità. La Congregazione e le Regole furono solennemente approvate il 23 novembre 1769.
Nel 1770 visitò per l’ultima volta i ritiri dei religiosi e nel 1771 fondò a Tarquinia il primo monastero delle Claustrali Passioniste. Si trasferì a Roma ed ebbe in dono da Papa Clemente XIV il convento dei SS. Giovanni e Paolo sul Celio dove morì il 18 ottobre 1775. Beatificato nel 1853 fu canonizzato il 29 giugno 1867 dal Pontefice Pio IX. Le spoglie furono traslate nella cappella a lui dedicata presso la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo al Celio.
L'azienda testimonal del monumento, a cui richiedere il folder cartaceo con le indicazioni per raggiungerlo, é l'azienda agricola Castello di Grillano, situata ad Ovada in frazione Grillano n. 4 www.castellodigrillano.it
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