PROSEGUE LA RUBRICA DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA SVILUPPATA DA CONFARTIGIANATO, CON LA UNDICESIMA TAPPA AD ACQUI TERME E LA VISITA AL PALAZZO VESCOVILE
La sede vescovile subì nel tempo diversi spostamenti: fu dapprima presso il castello di Acqui, attestata già nel secolo XI e residenza di San Guido, poi nel castello di Bistagno, dal secolo XIII al tardo secolo XIV. Quando il Vescovo Enrico Scarampi nel 1383 cedette ai marchesi di Monferrato la residenza di Bistagno, i presuli acquesi dovettero provvedersi di una nuova dimora. Il Vescovo Scarampi lasciò per questo l’ingente somma di 364 ducati ai suoi successori per l’erezione del nuovo palazzo vescovile, di cui si hanno notizie solo nel 1429, quando il Vescovo Bonifacio Sigismondi acquisì alcune case appartenenti alla Corte del Capitolo per la realizzazione dell’edificio, ultimato da Mons. Tommaso De Regibus tra il 1460 e il 1476.
I documenti d'archivio ritrovati, rivelano che la costruzione primitiva comprendeva il corpo di fabbrica prospiciente la Cattedrale; il palazzo si sviluppava in origine su tre piani con un’ampia cantina voltata “a botte”, affacciata sulla piazza del Duomo. Il palazzo fu raddoppiato nel secolo 1592 per volontà del Vescovo Francesco di S. Giorgio e Biandrate e all’inizio del secolo XVII fu aggiunto il corpo porticato (la foresteria) che lo unisce alla canonica, in cui soggiornò l’Imperatrice d’Austria. Alla fine del 1600 furono erette le ampie volte.
Il Vescovo Marucchi (1744-1754) fece costruire una nuova cappella, con decorazioni ad affresco, adiacente al grande salone “delle effigi”, rinnovato da Mons. Capra nel secolo XVIII: in conformità alle norme del Concilio di Trento già il Vescovo Beccio (1598-1620) fece dipingere il salone con i ritratti dei vescovi, completamente riveduti nel 1762.
Sulle mura della foresteria sono affissi due frammenti di paliotto d’altare, commissionato dal Vescovo Sigismondi alla metà del secolo XV ad Albenga; da ricordare la pala con S. Carlo Borromeo e S. Cristina, databile al 1610 e dipinta dal Moncalvo. Durante i lavori di restauro voluti da Mons. Maritano alla fine del secolo XX è emersa una parte di affresco raffigurante un Cristo Crocifisso databile al secolo XVII.
Il piano nobile del palazzo vescovile è arricchito, nella stanza dell’angolo nord-est, da un grande affresco raffigurante la carta geografica della Diocesi, dipinto agli inizi del 1570. Il piano nobile del palazzo è oggi aperto al pubblico e visitabile per la valorizzazione del patrimonio archivistico, librario e culturale della diocesi.
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