PROSEGUE LA RUBRICA DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA SVILUPPATA DA CONFARTIGIANATO, CON LA NONA TAPPA AD ACQUI TERME E LA VISITA ALLA BASILICA DELL'ADDOLORATA
La Basilica dell'Addolorata, già nota come ex Basilica di San Pietro, é stata edificata su di un'antica basilica cimiteriale paleocristiana e sede di sepolture vescovili, all’inizio del secolo XI, diventando monastero benedettino per volontà del Vescovo acquese Dudone. L'edificio ha purtroppo subito nel tempo numerose modifiche, che ne hanno alterato in parte la struttura originale, la quale venne modificata già nel secolo successivo alla sua costruzione, con l’inserimento di altri edifici adibiti ad ospitare i monaci e la costruzione del campanile ottagonale riedificato nella cella campanaria.
La chiesa a tre navate in stile romanico, fu la cattedrale di Acqui sino alla consacrazione della nuova chiesa di Santa Maria Assunta. Negli anni immediatamente seguenti, l’edificio divenne la chiesa del convento dei Benedettini. La vita monastica proseguì sino agli ultimi decenni del secolo XV.
Nel tardo medioevo la Basilica di San Pietro decadde al ruolo di Commenda e nel 1720 la chiesa venne divisa per fare posto alla confraternita di Santa Caterina; nel corso del secolo XIX subì una ulteriore modifica strutturale venedo in parte adibita ad abitazione privata. Situazione anomala determinò, quale conseguenza un inevitabile degrado per le strutture interne ed esterne.
Nel 1720 venne divisa la navata centrale e si eresse la chiesa dedicata alla Vergine Addolorata, trasformandola in stile barocco.
Attualmente sono riconducibili alla struttura originaria la navata centrale con i sostegni, l'estremità posteriore delle navate laterali e le absidi; la facciata e gran parte delle navate laterali sono state ricostruite nel secolo XX.
Tra il1927 ed il 1930 la chiesa fu oggetto di importanti quanto discussi restauri e ricostruzioni, per essere riportata ad una ipotetica forma originale, con le presunte antiche linee romaniche, tra cui la rimozione di stucchi e affreschi all’interno. La Chiesa che oggi vediamo è frutto di un restauro integrale del 1960.
Internamente è da segnalare un affresco, oggi staccato dalla parete, riportato su tela e restaurato, databile alla metà del secolo XV, raffigurante una Deposizione di scuola lombarda, con ai lati i vescovi San Maggiorino e San Tito. Val la pena di ricordare ancora la presenza di due tele con L'incoronazione di spine e Gesù di fronte a Pilato, entrambe databili al secolo XVII e la statua lignea della Madonna Addolorata, donata da Mons. Gozzani, Vescovo di Acqui, quando agli inizi del secolo XVIII divise l'abazia in due chiese, di cui una viene dedicata proprio alla Madonna Addolorata.
La parte absidale, originale, rivela una tecnica costruttiva più antica e meno raffinata di quella delle absidi del duomo, con ciottoli di fiume, mattoni di recupero e blocchi di pietra rozzamente spaccati in corsi orizzontali molto irregolari. La decorazione consta di semplici lesene ritmicamente ripetute.
Originale romanico resta il bel campanile ottagonale, raro esempio in Piemonte, dell’inizio del secolo XI appoggiato sull’abside sud, aperto in alto da un giro di bifore.
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