Facendo seguito alle nostre precedenti comunicazioni (circolare n. 119/AC del 28 gennaio u.s.), Vi informiamo che è stato definitivamente approvato il Regolamento Europeo 2021/267, pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 64 del 22 febbraio 2021, che prolunga di dieci mesi i termini di scadenza delle revisioni dei veicoli, oltre che delle patenti di guida. La norma è contenuta nell’articolo 5 del Regolamento che è in applicazione a decorrere dal 6 marzo 2021. la proroga di 10 mesi vale per i controlli che avrebbero dovuto essere effettuati, o che dovrebbero essere effettuati nel periodo compreso tra il primo settembre 2020 e il 30 giugno 2021. In questo modo, si coprono i mesi che erano stati lasciati scoperti sia dal regolamento 2020/698, sia dalle varie norme nazionali che avevano a più riprese rinviato scadenze nel settore trasporti.
In apparenza, la norma è stata disposta a beneficio dei cittadini, ma va considerato che in materia di revisioni si era creato un buco per chi aveva le scadenze originarie in gennaio e febbraio: in questi due mesi non è stata in vigore alcuna proroga, per cui ci sono utenti della strada che sono stati multati e hanno subìto la sospensione del veicolo dalla circolazione o, se l’infrazione è stata accertata in autostrada, il suo fermo amministrativo. In più di un caso ci sono sospensioni e fermi che sono ancora attivi. Ci sono poi le sanzioni pecuniarie da 173 a 346 euro secondo i casi. Il rinvio retroattivo del precedente Regolamento UE 220/698 pone pertanto molti dubbi sulla sua applicazione a chi è stato già multato nel frattempo. Andrà quindi chiarito come questa retroattività andrà applicata concretamente in tutte le situazioni appena elencate, soprattutto per capire se si ha diritto al rimborso delle sanzioni eventualmente già pagate. Si attendono circolari del Ministero dell’Interno e/o della Motorizzazione.
Altro punto da chiarire riguarda le revisioni dei mezzi pesanti. Il nuovo regolamento dispone genericamente una proroga senza tenere conto di una particolarità italiana, ossia la possibilità di circolare anche oltre la data di scadenza normale, se entro quest’ultima si prenota la revisione. Infatti, le liste di attesa alla Motorizzazione sono lunghe e il controllo del veicolo viene calendarizzato per una data posteriore anche di molti mesi. In attesa che venga attuata l’estensione ai mezzi pesanti delle competenze delle officine private in materia di revisioni (prevista sin dalla legge di Bilancio 2019), in Italia è pertanto possibile circolare anche con la sola prenotazione, se effettuata tempestivamente. Anche in questo caso si attende una circolare che spieghi se la proroga UE copre anche le revisioni prenotate entro la sua scadenza, ma fissate per una data successiva a quest’ultima. E’ verosimile che sta stata proprio la difficile situazione dei mezzi pesanti ad indurre il Governo ad utilizzare al massimo i margini di proroga consentiti dalla UE. Nel caso di autoveicoli e motoveicoli, la capillare rete delle officine private autorizzate fa sì che non ci siano problemi in termini di servizio, ma Confartigianato Anara ha già evidenziato il rischio che molti utenti utilizzino la proroga fino all’ultimo giorno, lasciando le officine ed i centri revisione inattivi in tutti questi mesi per concentrare l’affluenza a ridosso della scadenza.
Come noto, fin dalla presentazione del Regolamento da parte della Commissione UE lo scorso 18 gennaio, Confartigianato ha svolto tutte le possibili pressioni sia nei confronti del Parlamento che del Governo, affinché lo Stato italiano si potesse avvalere della facoltà di deroga ai sensi dell’articolo 5, per evitare l’applicazione della norma all’ambito dei veicoli leggeri e scongiurarne i gravi effetti sulle migliaia di imprese che operano nel settore delle revisioni.
urtroppo, nonostante i nostri ripetuti appelli, tale facoltà non è stata esercitata. Il Regolamento è stato approvato seguendo una procedura d’urgenza per accelerare i tempi di esecutività delle relative disposizioni, in considerazione del quadro emergenziale legato alla situazione pandemica, che tuttavia non ha tenuto in considerazione le pesanti conseguenze economiche determinate da tale scelta sull’intero comparto automotive, a cui si aggiunge il rischio di mantenere in circolazione veicoli spesso vetusti privi della necessaria manutenzione e quindi potenzialmente pericolosi.
Tutto tace invece in merito all’adeguamento Tariffa revisioni: l’ipotesi da noi avanzata - di un adeguamento agganciato all’indice ISTAT e commisurato all’incremento dei costi e degli investimenti già effettuati da centri di controllo (per l’adeguamento al Protocollo MCTCNet2) e futuri (per l’adeguamento alla Direttiva 2014/45/UE) - è stata accolta positivamente ed è stata oggetto di approfondimento da parte del Ministero dei Trasporti, favorendo la presentazione, di un emendamento ad hoc che ha trovato una conferma definitiva. Come noto infatti, nell’ambito della Legge 30 dicembre 2020 n. 178 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30.12.2020, è stato definitivamente approvato l’aumento della tariffa revisioni (vedere nostra comunicazione del 14 gennaio u.s.), che tuttavia al momento della redazione di questa nota, non è ancora stato recepito con apposito Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, pur essendo ormai decorsi i trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio.
Confartigianato si auspica che le proprie richieste possano tradursi al più presto in un provvedimento concreto in grado di superare definitivamente i problemi indicati nelle precedenti note, unitamente alle auspicate semplificazioni per l’attività dei Centri Revisione, garantendo le condizioni necessarie di operatività per la Categoria, nel rispetto della legalità. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

