CON IL DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROMULGATO IL 10 GIUGNO VENGONO RINNOVATI GLI INCENTIVI GPL E METANO SUI VEICOLI CATEGORIA M1
Per il finanziamento della misura sono state stanziate risorse pari a 4 milioni di euro per il 2026, 5 milioni di euro per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e 1 milione di euro per il 2030.
I contributi per il retrofit GPL/metano sono riconosciuti per gli interventi effettuati su veicoli di categoria M1 (veicoli adibiti al trasporto persone fino a max 9 posti) che, alla data dell’installazione, non risultino già omologati come alimentati a GPL, metano o a doppia alimentazione.
Per accedere all’incentivo è necessario che l’impianto installato sia nuovo di fabbrica e completo di tutti i suoi componenti. La fattura relativa all’intervento dovrà inoltre riportare l’importo dello sconto applicato in virtù del contributo previsto.
La procedura prevede che l’installatore applichi direttamente al cliente uno sconto in fattura, comprensivo di manodopera e materiali. Successivamente, il produttore dell’impianto, su richiesta dell’installatore, provvederà al rimborso dell’importo corrispondente al contributo. Il produttore potrà poi recuperare la somma attraverso un credito d’imposta relativo all’esercizio in cui viene aggiornato il documento di circolazione del veicolo, tramite presentazione del modello F24.
L’accesso al contributo sarà possibile attraverso una piattaforma informatica dedicata, predisposta e gestita da Invitalia, che sarà resa disponibile nelle prossime settimane. Sarà inoltre possibile inserire anche gli interventi effettuati prima della pubblicazione della piattaforma.
Gli installatori, purché svolgano come attività primaria o secondaria la riparazione meccanica di autoveicoli, dovranno presentare la richiesta allegando, per ciascun intervento, la documentazione prevista, tra cui l’ordine di acquisto dell’impianto ed eventuali acconti versati. A seguito della registrazione, verrà rilasciata una ricevuta in base alle risorse disponibili.
L’installazione dovrà essere confermata entro 120 giorni, caricando la documentazione richiesta, tra cui la targa del veicolo trasformato e il codice fiscale o la partita IVA del produttore/importatore dell’impianto.
L’installatore dovrà infine trasmettere copia della fattura di vendita e installazione dell’impianto, oltre alla carta di circolazione del veicolo prima e dopo la trasformazione (con indicazione della data del collaudo). La documentazione dovrà essere conservata dal produttore per i cinque anni successivi all’emissione delle fatture.

